Quasi una rassegna stampa

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Sabato 23 aprile giornata romana a discutere del Piano Nazionale Gestione Rifiuti (PNGR), un confronto organizzato dall’Associazione Italiana Compostaggio (AIC), che mi vede nel consiglio direttivo, su pericolose tendenze atte a sostenere nel nostro Paese, e non solo, l’instaurarsi della società della “combustione”, dei rifiuti in questo caso, come modello vincente per gestire in modo sostenibile gli scarti, come se dall’energia prodotta, dagli inceneritori o dagli impianti di biogas, si potesse riavere indietro la materia.
Già dalla mattina i primi pensieri: parcheggiare la bici presso il terminal bus. Nessuno stallo e posti disponibili solo lungo il recinto dell’edificio dell’ex stazione ferroviaria, oggi sede dell’ICRA, Centro di astrofisica relativistica, che ha occupato uno degli immobili più prestigiosi di Pescara, inaccessibile ai suoi cittadini, senza ad oggi aver prodotto alcuna ricaduta apprezzabile sul territorio, neanche comunale. Subito davanti le bici, una lunga fila di moto, anche queste senza dimora riservata.
Nei tempi del viaggio la lettura di alcuni titoli dei giornali.
Me lo ricordo bene il mare pulito quando, almeno 40 anni fa e senza consapevolezza del futuro, toccavo con mano a un palmo d’acqua le stelle marine e i “cannolicchi”; che quindi oggi il mare sia pulito come non mai credo sia solo una esagerazione giornalistica e non certo un referto analitico dell’ARTA. Poi la bandiera blu concessa a tratti puliti di costa e a servizi dignitosi si può dire viaggi sullo stesso piano percettivo (ma aspettiamo il 10 maggio).

Traffico a Montesilvano: interessante lo scenario del senso unico lungo il mare. Certamente lo avrà suggerito l’esperto a cui il Comune ha affidato il compito di trovare le giuste soluzioni. Solo che ho letto da qualche parte che anche quest’anno sulla strada parco, oggi libera dalle auto, si potrà parcheggiare, con le auto, gratis. Ho l’impressione ci sia un problema di misure tra loro coordinate.
E a Francavilla si realizzano 50 posti auto, addirittura gratis, per consentire agli utenti di fare shopping. Quindi si incrementa la mobilità automobilistica, giusto? Quella che va a combustibile fossile, a cui bisogna garantire strade per recarsi al punto vendita, un piazzale asfaltato, illuminato in grado di soddisfare i bisogni dei cittadini, che saranno stati sicuramente interpellati e insieme si è deciso che per scongiurare i futuri scenari dovuti ai cambiamenti climatici questa dovesse essere la scelta migliore. Ma ci saranno stalli per bici o itinerari ciclabili di servizio? E se si, quanti? La L.R. n. 8/2013 “Interventi per favorire la mobilità ciclistica” prevede, all’art. 5, che ce ne siano il 10%: 50 posti auto di cui 5, posti auto, alle bici, per 50 posti bici. Ci saranno?
Centraline ARTA: ma la manutenzione non la fa la stessa ARTA? A questo punto, allo stesso modo, si potrebbe anche appaltare il rilevamento e l’elaborazione dati, poi magari anche la diffusione, no? E i parcheggi a Piazza Mancini, zona Via Passolanciano? E’ evidente che l’occupazione sia scesa del 90% e quindi gli incassi attesi non ci sono stati. Che fare, abbassare il costo per riportarci e auto? Ma questa è una misura di mobilità o di banale cassa contabile?
Sono disorientato: già Fosso Mazzocco se la vede male dal punto di vista naturalistico territoriale e adesso bisogna dargli una ulteriore ritoccata. E già che ci siamo, sistemiamo anche il tratto di costa, con un mega pontile realizzato con la formula della “cementificazione zero” e magari facendone due, così viene fuori un “distretto ecobalneare”: curioso di leggere i dettagli dell’operazione.
E niente, non c’è verso che i treni possano andare a braccetto con le bici: è sicuramente vero che il connubio bici+treno faccia fatica a crescere, ma qui si parla di “alternativa”. Certo, si, di tracciato, ma suona molto male che si sia costretti a difendersi dall’invadenza costruttiva dei binari, che non sono un’autostrada, con “una ciclabile alberata”. E’ mai possibile che la mobilità sostenibile sia così difficile da coniugare in termini condivisi e partecipati?
Torno a Pescara da Roma e intercetto questa colonna ciclistica familiare, genitori in testa e in coda, che si muove lungo la strada con grande circospezione e timore, nonostante la parvenza di percorso protetto cromaticamente individuato sul marciapiede. Lì avanzava lo spazio per la mobilità marginale delle due ruote.

E per intenderci, l’attenzione dedicata alle bici passa per certi particolari, come questo scalino fresco di asfalto realizzato nei pressi del Ponte del Mare, lato sud, dove, in pochi minuti di monitoraggio, molti ciclisti si sono avvicendati come fosse un percorso per mountain bike.

Insomma, somma o totale che sia, qui i conti non tornano per niente!!!
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