La volpe e il Pendolo

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Pescara – L’avevano già avvistata e segnalata da qualche parte, sui social: zona Strada della Bonifica, un po’ malconcia e parecchio disorientata. Eccola, ora, messa qui da qualcuno o arrivata sulle sue stanche zampe che per qualche motivo  non l’hanno sorretta più.
Chissà per quale ragione se n’è andata, elusiva com’era e ora in bella mostra, indifesa, nello scarto di prato verde a sud della Riserva Dannunziana, quasi a farsi custodire dall’area protetta.
Peccato che la protezione qui sia mancata per l’una e per l’altra, per la pineta, arsa dall’incendio e ammalorata da anni di incuria e abbandono, e ora per lei, arrivata qui dal territorio circostante, come tanti altri animali di cui, escluse le starnazzanti anatidi, non siamo in grado di percepire la presenza.
Eppure ci sono, abitano questi luoghi, vivono questi luoghi, racchiusi dall’elegante inferriata o dalla più vissuta grata di cemento che fittiziamente  ne delimitano i confini, resi invalicabili  ai cittadini dal regolamento dei giardini pubblici, dal tramonto all’alba, ma inconsistente barriera alla imprevedibile e irregolare vita delle piante e degli animali.
Molto probabilmente la volpe troverà sepoltura, chissà quanto degna, solo quando in quest’area verrà realizzata la rotatoria del Pendolo di cui sullo sfondo si intravvede la traiettoria, contenta dalla rossa rete di cantiere, rossa come la pelliccia dell’incauta e sfortunata bestiola.
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