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BUS: censimento e upgrade per banchine avanzate

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Non vorrei insistere sul pezzo, rischiando di essere monotono, ma in tema di servizi pubblici, che costano alla comunità, puntualizzare può tornare utile.

Qualche giorno fa tornavo a casa in bus sulla linea 7. Ero ad attenderlo alla fermata, a metà via G. D’Annunzio, in direzione sud, una di quelle senza invito e che insiste sul marciapiede. Lungo questo, a monte e a valle dello spazio di pertinenza della salita e della discesa, c’è il parcheggio.

Ostacoli

E’ inutile: senza protezione alcuna le auto tendono sempre ad occupare questo spazio e quindi l’autobus non può assolutamente effettuare la manovra di “attracco” alla banchina. Addirittura, come nel caso della foto, l’auto si sovrappone al cassonetto dei rifiuti che impedisce qualsiasi manovra: l’autobus rischia di arrestare la sua corsa quasi invadendo la corsia opposta.

Inoltre, spesso la segnaletica verticale assolutamente precaria, quasi mobile, se non ben mimetizzata tra vari cartelli, pali della luce e fronde degli alberi e di quella orizzontale non c’è traccia (altre foto).

Monitoraggio

Perché non fare un bel censimento e verificare la possibilità di fare un bel upgrade strutturale e quindi funzionale del servizio, individuando sia le criticità che le opportunità e predisporre quanto necessario per dare una chiara visibilità alle fermate e efficiente operatività alle vetture? Perché chi prende il bus deve così tanto arrangiarsi?

Credo che il servizio offerto, nel poterne usufruire, contempli anche le componenti di riconoscibilità e di agevolezza: non ci si teletrasposta fra dentro e fuori del mezzo né tanto meno bisogna evitare di fare la caccia al tesoro per individuare le fermate.

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