In Riserva quello che avanza
PESCARA – La Riserva naturale regionale Pineta Dannunziana non è propriamente un luogo separato dalla città. È attraversata e delimitata da strade importanti, affiancata da quartieri, impianti sportivi e altre attività. L’ultimo intervento rilevante, in ordine di tempo, è stato il completamento del Pendolo lungo via Pantini. Ma c’è un altro rapporto con la città, molto più antico e quotidiano, che merita attenzione
È quello con il mercato del lunedì, conosciuto anche come mercato di via Pepe. Nel tempo la sua sistemazione è cambiata e oggi una parte consistente delle bancarelle si dispone lungo via d’Avalos, alle spalle dello stadio Adriatico. Ogni lunedì mattina questo tratto viene chiuso al traffico e diventa spazio di mercato. Sul lato della Pineta, via d’Avalos separa due dei cinque comparti nei quali è suddivisa la Riserva: il comparto 1, verso lo stadio, e il comparto 2, sul lato opposto.
Il comparto 2 è aperto al pubblico. Del comparto 1, invece, si percepisce soprattutto la recinzione. È l’area nella quale per molti anni, non recenti, ha operato un maneggio e tuttora non è accessibile al pubblico. In più occasioni si è parlato della possibilità di una sua acquisizione da parte del Comune. Una questione certamente importante per il futuro dell’area, ma che può essere lasciata sullo sfondo rispetto a quello che oggi è possibile vedere semplicemente percorrendo via d’Avalos.
Sulla una cancellata campeggiano ancora cartelli che propongono in affitto o in vendita un locale di 100 metri quadrati, indicandone possibili usi come abitazione o ristorante; un altro cartello propone l’affitto per eventi. Dalla loro semplice presenza non è possibile sapere quanto queste offerte siano ancora attuali né ricostruire la situazione patrimoniale dell’area. Rimane però una fotografia abbastanza singolare di questo margine della Riserva.
Ultimamente passando da quelle parti in bici, in auto non si vede nulla, mi sono accorto che in diversi punti la rete metallica che delimita il comparto è deformata, danneggiata o aperta. E proprio in corrispondenza di alcune di queste aperture, all’interno della Riserva, si trovano bottiglie di plastica, sacchetti, bicchieri, imballaggi e altri rifiuti, sparsi sul terreno o concentrati immediatamente dietro la recinzione. La loro collocazione mostra quanto sia facile utilizzare quei varchi per gettare qualcosa dalla strada verso l’interno.
Non so chi lo faccia e sarebbe improprio attribuire automaticamente questi abbandoni agli operatori o ai frequentatori del mercato. Il dato osservabile è un altro: ogni settimana lungo quel margine della Riserva si concentra un’attività molto frequentata e, a pochi metri dalle bancarelle, una recinzione danneggiata consente di trasformare alcuni punti del comparto 1 in piccole zone di scarico.
Non sembra neppure di trovarsi davanti soltanto ai resti occasionali lasciati da qualche incivile. In alcuni punti l’accumulo indica una situazione che si è protratta nel tempo. E se una rete rimane aperta abbastanza a lungo da rendere possibile l’abbandono ripetuto di rifiuti, il problema non riguarda più soltanto chi li getta. Riguarda anche la manutenzione della recinzione, il controllo del perimetro e la rimozione di quanto finisce all’interno di un’area naturale protetta.
Davanti alla stessa recinzione corre poi un’altra testimonianza di questa particolare convivenza tra Riserva e città: una pista ciclabile in sede riservata ricavata sul marciapiede. Una collocazione quantomeno curiosa, considerando che il percorso avrebbe potuto trovare spazio anche sulla carreggiata, ma che oggi colpisce soprattutto per le sue condizioni: pavimentazione e segnaletica hanno perso buona parte della loro leggibilità e l’infrastruttura appare lasciata a se stessa, quasi sopravvissuta all’intervento che l’ha realizzata più che mantenuta come parte di una rete ciclabile.
Così, nello spazio di poche decine di metri, si incontrano un mercato settimanale, una pista ciclabile, la recinzione di una Riserva naturale, un comparto chiuso al pubblico, cartelli di affitto e vendita e piccoli punti di scarico dei rifiuti.
Non è necessario stabilire quale di questi elementi sia il più incongruo. È forse più utile osservare il risultato complessivo: un margine della Riserva nel quale nel tempo sono state collocate e sovrapposte funzioni diverse, senza che altrettanta continuità sembri essere stata dedicata alla loro gestione e manutenzione.
Il mercato torna ogni lunedì. La pista, finchè resiste, resta lì tutti i giorni. La Riserva, naturalmente, anche. E anche i rifiuti, a quanto pare. Da tempo








