Distretto sanitario: le bici ancora al palo
PESCARA – Al Distretto sanitario Sud di Pescara le bici continuano a essere legate a recinzioni e segnali, mentre gli stalli esistenti restano inutilizzati all’esterno, tra vegetazione e rifiuti
Qualche giorno fa sono tornato al Distretto sanitario Sud per ritirare una prescrizione medica e mi sono imbattuto, per l’ennesima volta, nella stessa situazione paradossale: non sapere dove parcheggiare la bicicletta.
Non ero il solo. Diverse altre persone, evidentemente arrivate al presidio sulle due ruote, avevano lasciato le biciclette agganciate alla recinzione, ai pali della segnaletica e alla ringhiera della rampa d’ingresso. Una sistemazione di fortuna che dimostra, meglio di qualsiasi statistica, come la domanda esista ma non trovi una risposta adeguata.
Eppure gli stalli ci sono. Sono quelli già segnalati alcuni mesi fa, collocati all’esterno del presidio, a una certa distanza dall’ingresso e in una posizione del tutto marginale. Si tratta peraltro di strutture valide, che consentono di appoggiare la bicicletta e di legarne il telaio da entrambi i lati. Il problema è che sono stati sistemati nel posto sbagliato e, di fatto, non vengono utilizzati.
Nel frattempo l’area circostante si è ulteriormente degradata. Agli stalli inutilizzati si sono aggiunti vegetazione incolta, residui di fuochi d’artificio e pneumatici abbandonati. Un’immagine che danneggia il decoro urbano e che appare ancora meno accettabile accanto a una struttura sanitaria inaugurata soltanto nel 2022.
La soluzione più immediata sarebbe semplice e poco costosa: trasferire quegli stalli all’interno del presidio, vicino all’ingresso, in un punto visibile, facilmente raggiungibile e possibilmente controllato. Lì risponderebbero a una necessità concreta e quotidiana, evitando che gli utenti debbano continuare a utilizzare pali, ringhiere e recinzioni.
Non si tratta però soltanto di spostare qualche arredo. La legge regionale Abruzzo 25 marzo 2013, n. 8, dedicata allo sviluppo della mobilità ciclistica, stabilisce che una quota non inferiore al 10% dei posti auto previsti, adeguatamente attrezzata, debba essere riservata al parcheggio delle biciclette.
La disposizione va tradotta correttamente in termini di spazio. Se, per esempio, un parcheggio dispone di 30 posti auto, l’equivalente di almeno tre posti dovrebbe essere destinato alla sosta delle biciclette. Considerando che nello spazio occupato da un’automobile possono essere sistemate indicativamente dieci biciclette, si potrebbe così realizzare una dotazione di circa 30 posti bici: non tre semplici stalli, ma una vera area di parcheggio proporzionata alle dimensioni della struttura.
È questa la logica della norma: non aggiungere una rastrelliera in un angolo residuale, ma riconoscere alla bicicletta una quota effettiva dello spazio destinato alla sosta.
Resta poi irrisolto il problema più generale dell’accessibilità. Al Distretto sanitario Sud sembra ancora possibile arrivare in condizioni accettabili quasi esclusivamente in automobile. Lungo la strada di accesso manca un marciapiede continuo e sicuro, mentre non esiste un raccordo con i percorsi ciclabili del Pendolo e di via Rio Sparto, che pure passano nelle vicinanze.
Un presidio sanitario dovrebbe invece essere accessibile in sicurezza anche a piedi e in bicicletta. Dovrebbe rappresentare, per sua stessa funzione, un luogo capace di promuovere salute, autonomia e mobilità attiva.
La eventuale disponibilità di risorse comunali per nuove rastrelliere potrebbe offrire l’occasione per un primo intervento concreto, funzionale e di decoro, promuovendo, d’intesa con la ASL, la sistemazione degli stalli necessari all’interno del presidio, cominciando dal trasferimento di quelli oggi abbandonati all’esterno.
Sarebbe un intervento circoscritto, rapido e di costo contenuto. Ma soprattutto consentirebbe finalmente di passare dalle biciclette legate ai pali a un servizio sanitario realmente accessibile anche a chi sceglie di non arrivarci in automobile.
Per la cronaca: ho inviato una nota riservata con richiesta di intervento all’Amministrazione comunale e alla ASL nelle persone di: Zaira Zamparelli (assessore), Emilia Fino, Giuliano Rossi, Piergiorgio Pardi per il Comune, e di Giorgia Agresta, Mobility Manager ASL Pescara




