Il rammendo della Bandiera Blu
Dietro il muretto della Riserva non c’è solo un problema di rifiuti. C’è il modo con cui scegliamo di accudire la nostra città, la nostra casa, e aver cura di noi stessi.
PESCARA – Pineta a sud del Fosso Vallelunga, un lembo della Riserva Naturale Statale di Santa Filomena, affidata alla gestione dei Carabinieri Forestali. Una striscia verde lunga circa 900 metri e larga circa 10 massimo 20, incastonata tra la città e il mare.
Quasi tutte le mattine, all’alba, passo da queste parti per andare a fare una nuotata al mare. È diventato un piccolo rito quotidiano: attraversare questo tratto di verde, camminare all’ombra dei pini, arrivare all’acqua. Un privilegio semplice, uno di quei luoghi che rischiamo di dare per scontati proprio perché fanno parte della nostra quotidianità. Un luogo prezioso, ma anche fragile.
Dietro il muretto che delimita l’area protetta in quasi tutta la sua lunghezza, una distesa di bottiglie, lattine, plastica, resti di bivacchi improvvisati rompe la verde e profumata atmosfera della pineta. Oggetti lasciati da chi si considera questo lungo sedile come uno spartiacque della civiltà: marciapiede di qua, luogo di passeggio e quindi pulito, pineta di là, come luogo della vergogna sotto cui nascondere, come fosse un tappeto, la polvere dell’incuria e dell’ignoranza.
Non siamo davanti a una grande discarica abusiva o a un’emergenza ambientale. E’ qualcosa di più sottile: è la dimostrazione che spesso quello che non vediamo non è qualcosa che non esiste, ma semplicemente qualcosa che volutamente ignoriamo.
L’anno scorso, quasi ferragosto, avevo già raccontato questa situazione. Poco prima dell’iniziativa di pulizia, che avevo provocatoriamente lanciato, qualcuno intervenne all’alba e quel tratto venne sistemato. Oggi siamo di nuovo qui, nello stesso posto, davanti allo stesso identico problema.
Anche quest’anno Pescara ha ottenuto la Bandiera Blu per il suo territorio litoraneo, un riconoscimento che non riguarda soltanto la qualità delle acque, ma anche i servizi, la gestione ambientale e l’attenzione al territorio. Ma una bandiera non è soltanto qualcosa da esporre: una bandiera è un tessuto, e ogni tessuto si può rovinare.
Quello che oggi vedo dietro questo muretto è un strappo della Bandiera Blu: non la cancella e non la mette in discussione, ma ci ricorda che va continuamente mantenuta, custodita e oggi ricucita. Serve un rammendo.
Per questo lungo questo muretto ho avviato una piccola Operazione Rammendo. Non una protesta, non una caccia al colpevole e nemmeno la solita contrapposizione tra cittadini e istituzioni. Semplicemente un gesto: accendere una luce su un punto rimasto in ombra. Perché una città non migliora soltanto quando qualcuno risolve un problema al posto nostro. Migliora anche quando qualcuno si ferma, osserva, segnala, si da da fare e … racconta.
Quindi l’altra mattina presto, rinunciando alla nuotata, ho tolto una buona parte di rifiuti da sotto il tappeto della pineta e li ho messi in bella vista sul muretto. Naturalmente un intervento successivo ha completato il lavoro. Ho inziato il rammendo del vessillo blu e qualcun’altro l’ha completato.
Mi piacerebbe che tanti altri piccoli rammendi comparissero in città, perché una comunità si riconosce anche da questo: dalla capacità di accorgersi degli strappi prima che diventino buchi, cosa che capita spesso.










