Giornata mondiale del riciclo
Al Presidente del CdA di Ambiente S.p.A. – Riccardo Chiavaroli
Caro Presidente,
in una postazione a sud della città, non sto a specificare quale, quando dopo qualche ora sono ripassato, tutti i bidoni erano stati svuotati, come se la giornata fosse stata quella riservata alla raccolta di ogni frazione, e l’area ripulita.
La mattina invece, tra l’altro della giornata successiva a quella mondiale dedicata al riciclo, il 18 marzo, la situazione era drammatica, oltremodo ahimè ricorrente (come da foto):
- nel bidone fucsia del vetro, aperto, c’era un bustone che conteneva tutt’altro che bottiglie o vasetti;
- sopra il bidone verde del rifiuto tal quale, traboccante, c’erano buste semitrasparenti che lasciavano intravvedere materiale ancora differenziabile;
- in fondo al bidone blu, per plastica alluminio, c’era il coperchio di un water, che tutto è meno che un imballaggio.
Il fatto che dopo quale ora lo scenario fosse tornato “normale”, conferma l’efficienza operativa del servizio svolto da Ambiente S.p.A., intervenuta per raccogliere i rifiuti indipendentemente dalla qualità del conferimento. Ma forse è proprio qui il nodo.
Infatti questo non può tradursi in una sorta di legittimazione di comportamenti scorretti da parte dell’utenza, di chi ritiene di potersi affrancare dal rispetto delle regole e del senso civico. Il rischio è quello di un effetto deresponsabilizzante, in cui la capacità di raccolta compensa e quindi “copre” la scarsa qualità del conferimento.
Quello registrato non è un episodio isolato, lo si nota girando per la città, ma il sintomo di una criticità più diffusa: una distanza tra il sistema di raccolta e il comportamento quotidiano, soprattutto quando questo, anche in minime dosi, incide negativamente su tutto il resto. Infatti per la qualità del rifiuto oggi devono essere centrali il grado di purezza delle frazioni conferite e l’assenza di materiali impropri nel secco residuo, per evitare che tutto finisca fuori filiera.
In questo senso, la richiesta – che è anche un auspicio – è che Ambiente S.p.A. possa fare un passo ulteriore, valorizzando il patrimonio informativo che già possiede. Infatti le maestranze che operano quotidianamente sul territorio sono in grado, più di ogni altro, di osservare direttamente la qualità del conferito. Trasformare queste osservazioni in dati strutturati consentirebbe di restituire un quadro reale della qualità del rifiuto urbano, non solo in termini quantitativi ma merceologici, individuando criticità ricorrenti, aree o tipologie di errore più frequenti, orientando azioni mirate di comunicazione e controllo, più efficaci rispetto a campagne generaliste e rafforzando, almeno provarci, la responsabilità civica, rendendo visibile il nesso tra comportamento individuale e qualità del sistema.
Ormai la raccolta differenziata non è più sufficiente se non è accompagnata da una reale qualità del riciclo, che rappresenta l’anello decisivo per la chiusura del ciclo della materia e per la credibilità delle politiche ambientali urbane.
La città ha tutte le condizioni per ambire non solo alla normalità, ma a livelli più avanzati di sostenibilità. Per farlo, però, è necessario intervenire su ciò che le immagini mostrano con chiarezza: non tanto un problema di raccolta, quanto di cultura del conferimento.
Quella del 18 marzo, Giornata Mondiale del Riciclo, avrebbe potuto rappresentare un momento di consapevolezza collettiva sul valore della corretta gestione dei rifiuti e della chiusura del ciclo della materia. Ma non bisogna aspettare la ricorrenza del prossimo anno per cogliere questa opportunità: ogno giorno è buono per farlo.
Cordiali saluti




