Spazio riservato a chi si sposta a piedi o in bici
PESCARA – A seguito dell’abbattimento dello svincolo della circonvallazione sud di PESCARA, l’assetto viario dell’intera zona è ora oggetto di interventi di adeguamento funzionale. Ad oggi, il tratto maggiormente interessato dai lavori è quello che scavalca Fosso Vallelunga, su cui prima erano innestate le rampe di entrata e uscita della circonvallazione. Venute meno queste, adesso è in corso, presumibilmente, il rimodellamento della sede stradale.
Ho più volte segnalato quanto questo tratto di strada, ancor più prima dei lavori, non agevolasse, anzi nella pratica non consentisse il transito pedonale né quello ciclistico, per la mancanza di condizioni di riservatezza e quindi per l’alto rischio di incolumità per l’utenza vulnerabile, che si sposta a piedi o in bicicletta, per cui questo tratto è praticamente interdetto da diversi decenni.
Si tratta della Nazionale Adriatica sud (SS 16, che poi attraversa Francavilla al Mare), compresa tra la zona cd di Villaggio Alcyone e l’area della Riserva Dannunziana, quindi tra un contesto altamente urbanizzato, tra l’altro in ulteriore sviluppo, e l’area naturalistica della Riserva Dannunziana, ahimè in forte degrado.
A mio avviso questa sarebbe una interessante occasione per rivedere in chiave sostenibill’assetto viario dell’intero comparto urbano, integrando quanto esistente con le strutture di mobilità minore ad oggi assenti: per quanto riguarda la mobilità pedonale, ad esempio, i marciapiedi si fermano, a nord, all’altezza del cancello sud della Riserva, alla congiunzione tra via Antonelli e Via Silone, lungo la strada della bonifica (che credo verrà quanto prima smantellata declassata a “sentiero”), mentre a sud “svaniscono all’altezza del sottopasso ferroviario. Per la mobilità ciclistica, invece, non esiste nulla e si va in promiscuo con tutti gli altri veicoli: auto, furgoni, autobus e camion.
La proposta, se non l’urgenza, è di realizzare lungo l’asse stradale in esame, adiacente o meno, spazi riservati a chi si sposta a piedi e in bici, quindi con marciapiedi ampi e protetti, e una pista ciclabile, entrambe di dimensioni generose, per consentire e sostenere questo modello di mobilità.
Anzi, la nuova infrastruttura viaria, seppur minore, si dovrebbe irradiare sull’intero quartiere, soprattutto per sostenere il denso traffico locale di pedoni e bici che, in particolare nella bella stagione e vista la vicinanza del mare nonché dell’area verde, occupano tutte le strade con una variegata utenza, rappresentata anche da bambini.
Il fatto che all’interno dell’area in esame sia stato realizzato il collegamento veicolare con la circonvallazione, misura già oggetto di numerose contestazioni locali, dovrebbe spingere l’amministrazione ad aprire un tavolo di confronto ampio con i residenti, secondo i canoni della democrazia diretta e dei processi partecipativi per ragionare insieme sulle migliori ipotesi di adeguamento funzionale stradale, in grado di rispondere soprattutto alle esigenze di chi vive in queste zone e non solo invece a quelle di chi vi transita.











