EditorialePrimo pianoRifiuti e dintorniRiflessioniVerde urbano

Greenway: come volevasi dimostrare

Reading Time: < 1 minute

È difficile non pensare che, presto, una squadra di operai passerà a “ripulire” l’area, cancellando questo giovane popolamento per restituire alla strada una funzione puramente geometrica: separare le corsie restituendo un marciapiede senza nessun’altra particolare funzionalità.

Così scrivevo neanche qualche giorno fa (Via della Bonifica: la tentazione delle greenway), a proposito del popolamento di novellame di pioppo bianco cresciuto lungo via della Bonifica, fatto fuori con qualche giro di decespugliatore. Anzi, gli operai impegnati nei lavori, allarmati da qualcuno che li osservava, mi hanno chiesto come mai facessi foto o video. Ho risposto che avevo scritto una rifessione al riguardo, senza stare a spiegare la logica della tentazione di una greenway: mi hanno risposto di non preoccuparmi, che avrebbero pulito bene, a fondo e per tutta la via. E così è stato.

Senonchè mi sono accorto che all’effetto pulizia si è aggiunto l’effetto “littering” (l’abbandono improprio dei rifiuti nell’ambiente), ovvero quando si sfalcia nel “frullatore” del decespugliatore ci finisce di tutto, compreso appunto i rifiuti sparpagliati, che diventano coriandoli più o meno grandi che il vento prima o poi porterà in giro per la città. Nulla si distrugge, tutto si trasforma, e ci torna indietro: è da sempre così.

Per il littering: Oltre le buche: il “LITTERING” che solo pedoni e ciclisti vedono!

 

Se l'articolo ti è piaciuto scegli come condividerlo