Tre infrazioni in un colpo solo!
PESCARA – Via Marconi, una delle strade più discusse e travagliate dal punto di vista funzionale degli ultimi anni. Per sostenerne la sicurezza e vivibilità, oggi qui vige il limite di velocità dei 30 km/h, quasi per nulla rispettato. Ma non mancano tanti altri problemi. L’immagine è eloquente: qualunque sia il motivo, ma nessun valido, l’auto parcheggiata colleziona tre infrazioni.
La prima riguarda la corsia ciclabile, occupata in modo tale da costringere chi va in bici a deviare sulla carreggiata, in mezzo al traffico (pratica in uso impunemente in quasi tutta la città). La seconda il marciapiede, reso impraticabile per chi si muove a piedi, con carrozzine o passeggini. La terza, forse la più grave, riguarda il percorso tattile per ipovedenti, reso del tutto inutilizzabile: un ostacolo che non è solo fisico, ma che cancella un diritto fondamentale di accessibilità.
Che senso ha costruire ciclabili, marciapiedi accessibili e zone 30 se poi queste vengono sistematicamente ignorate nelle loro singole funzioni? Il problema non è solo di controlli e sanzioni, ma soprattutto di cultura: possedere un’auto non significa acquisire il diritto di occupare ogni spazio: ciclabile, marciapiede e persino percorso per ipovedenti.
In sostanza, quella che appare come una semplice sosta irregolare è, in realtà, una triplice negazione: del diritto alla mobilità ciclistica, del diritto alla pedonalità e del diritto all’accessibilità per le persone più fragili, istituzioni da rispettare e che fanno delle strade il cuore civile e democratico delle città.

