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La bretella “ciclabile” che non ti aspetti

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PESCARA – Via Luisa D’Annunzio: cantiere edile in corso, pista ciclabile su marciapiede interrotta. Fin qui, niente di nuovo: è lo scenario consueto, quello che molti ciclisti, compreso il sottoscritto, conoscono bene e che di solito si traduce in un perentorio, ancorché non scritto, «arrangiatevi». Transenne, recinzioni, fine della corsia, e il ciclista lasciato a improvvisare tra marciapiede, carreggiata e buona sorte.

Con mia grande piacevole sorpresa stavolta qualcuno ha pensato concretamente alle due ruote:  una bretella di deviazione in vernice gialla — provvisoria, temporanea, chiaramente cantieristica — accompagna il ciclista fuori dalla corsia interrotta, lo guida attorno all’ostacolo e lo riporta sul percorso. Con frecce, continuità e logica. Seppur il cartello dica “pedoni sul lato opposto”, il gesto, però, parla ai ciclisti. E quella bretella gialla è, nei fatti, una vera pista ciclabile temporanea.

Questo piccolo episodio di buona pratica merita, a mio avviso, di essere segnalato: non so chi abbia preso/imposto la decisione, se il direttore dei lavori, il progettista, il responsabile del cantiere, o un tecnico comunale. Non importa. Importa che qualcuno, nel predisporre la segnaletica di cantiere, abbia alzato lo sguardo oltre il perimetro delle transenne e abbia pensato: qui passa una pista ciclabile. Va garantita la continuità.

La pista ciclabile non è un optional che si può tranquillamente sopprimere per la durata dei lavori, ma un’infrastruttura con utenti reali, con diritti reali, che merita continuità anche — e soprattutto — nelle situazioni di eccezione.

In molte città europee questa non sarebbe una notizia. A Pescara, credo di poterlo affermare con certezza, è ancora un’eccezione degna di nota. E proprio per questo va  fotografata, raccontata e possibilmente replicata.

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