Dai centri di raccolta a centri per il riuso
PESCARA – Mi sono recato recentemente presso il Centro di Raccolta di Via Prati gestito da Ambiente Spa, per conferire alcuni rifiuti ingombranti e pericolosi. Si tratta di uno dei due punti logistici della nostra città (insieme alla Ricicleria Via Fiora), di supporto ai servizi di raccolta rifiuti e mantenimento del decoro urbano e prevenzione dell’abbandono illecito.
Un servizio strutturato e accessibile
L’impatto visivo all’arrivo conferma una gestione ordinata. Il centro è operativo dal lunedì al venerdì (13:30 – 19:00) e il sabato (11:00 – 17:00), una fascia oraria che copre bene le esigenze dei privati. Per quanto riguarda l’accesso, ho potuto riscontrare una procedura snella ma rigorosa:
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utenze domestiche: come cittadino iscritto al ruolo TARI, ho avuto accesso diretto con la mia autovettura senza necessità di prenotazione (obbligatoria invece per chi utilizza furgoni o autocarri, chiamando il numero 346 0985 303). È bastato esibire un documento d’identità valido;
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controllo allo scarico: il personale presente svolge un vero ruolo di filtro. Prima di conferire, l’operatore effettua un esame visivo per verificare la conformità e la corretta divisione dei rifiuti. Questo garantisce che nei container finisca solo ciò che è effettivamente trattabile, dai RAEE (elettronica) agli oli minerali, fino agli inerti da piccoli lavori domestici.
La segnaletica e i limiti di conferimento
All’interno, la divisione per le tante frazioni merceologiche è intuitiva. Ho notato una particolare attenzione per i rifiuti pericolosi: aree specifiche per pile, batterie al piombo, vernici e bombolette spray (etichettate T/F). Per gli ingombranti e il legno, i limiti sono chiari (500 kg per scarico), il che spinge l’utente a una gestione responsabile e programmata dei propri scarti.
Il supporto dei dipendenti è stato puntuale: una cortesia professionale che aiuta a orientarsi tra i vari cassoni, riducendo i tempi di permanenza e il rischio di errori.
Riflessioni sulla strategia urbana: comunicazione e riuso
Oltre l’efficienza funzionale riscontrata, il sopralluogo consente spunti per una possibile evoluzione del sistema:
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potenziamento mediatico: in ragione di quello che si vede in giro, anche in termini di conferimenti dubbi se non palesemente irregolari presso certe isole ecologiche, dove la raccolta è ancora di prossimità, se non quando lontano da queste, molti cittadini ignorano ldi poter cogliere questa possibilità. Una strategia di comunicazione più “aggressiva” e presente su vari canali, anche digitali, potrebbe intercettare chi ancora abbandona rifiuti per strada per pura disinformazione;
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dal rifiuto alla risorsa: osservando mobili e piccoli elettrodomestici in attesa di smaltimento, appare evidente l’assenza di un Centro per il Riuso. Molti oggetti che ho visto potrebbero avere una ulteriore vita. Integrare un’area di “scambio o recupero” renderebbe questi centri non solo punti di smaltimento, ma veri motori di economia circolare.
L’ecocentro è sicuramente una struttura solida e ben organizzata. Il passo successivo per l’amministrazione e Ambiente Spa dovrebbe essere quello di trasformare queste isole di efficienza nel fulcro di una nuova cultura del recupero, che vada oltre la semplice (seppur ottima) gestione del fine vita dei prodotti. E non è detto che dette “isole” debbano per forza trovarsi in zone remote della città: il modello funzionale della riparazione e del riuso, come avviene per i “Repair Café”, potrebbe consentire una dislocazione assolutamente urbana, come luoghi di formazione e educazione e di contrasto alla pratica dell’usa-e-getta, riducendo gli sprechi e rafforzando la coesione sociale.
Giancarlo Odoardi – Rifiuti Zero Abruzzo





