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La Sanità con le bici al palo

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PESCARA – Il Distretto sanitario Sud della ASL di Pescara è una struttura moderna, inaugurata nel 2022 per portare i servizi sanitari più vicino ai cittadini, secondo il modello della sanità territoriale promosso dalla Regione. Proprio per questo colpisce una scelta progettuale difficile da comprendere: il presidio dispone di circa cinquanta posti auto, ma non offre un solo parcheggio per biciclette in prossimità dell’ingresso e non è raggiungibile attraverso un percorso pedonale sicuro (non ci sono i marciapiedi!).

Chi arriva in bicicletta è costretto a legarla ai pali della segnaletica o alle ringhiere. All’interno dell’area esiste una vecchia rastrelliera modello “scolapiatti”, seppellita in una aiuola adiacente a un posto auto, e una curiosa postazione posta a circa cinquanta metri dall’ingresso, che oggi appare sostanzialmente abbandonata, con la vegetazione la invade periodicamente e due copertoni che sono ancora a terra nonostante siano stati segnalati mesi fa; proprio all’ingresso, l’area destinata alla raccolta dei rifiuti presenta criticità che mal si conciliano con il decoro e l’igiene che dovrebbero caratterizzare un presidio sanitario. Il problema, però, non è soltanto la rastrelliera.

Il Distretto è stato progettato come se tutti i cittadini, da chi ci lavora a chi usufruisce dei servizi sanitari, dovessero arrivarci esclusivamente in automobile. Lungo la via di accesso manca un marciapiede continuo che consenta di raggiungere l’edificio a piedi in sicurezza. Manca anche un collegamento con la rete ciclabile esistente: la pista del Pendolo e il percorso ciclabile di via Rio Sparto passano a poca distanza, ma non esiste alcuna connessione con l’ingresso del presidio.

Eppure la normativa regionale in materia affronta proprio questo tema. Seppur non ancora redatto, dopo 13 anni come previsto della L.R. n. 8 del 2013 sulla mobilità ciclistica, il Piano regionale della mobilità e dei trasporti stabilisce all’art. 5, e in aggiunta alle tante raccomandazione di allocazione di stalli per bici, che una quota non inferiore al 10% dei posti auto, come quelli all’interno del presidio, debba essere riservata, e adeguatamente attrezzata, al parcheggio delle biciclette. Con circa cinquanta posti auto, significa destinare l’equivalente di almeno cinque posti auto alla sosta delle biciclette, collocandoli dove siano realmente utilizzabili: vicino agli ingressi e ai principali punti di accesso..

La questione riguarda anche competenze diverse, ma complementari. Alla ASL spetterebbe rendere il presidio accessibile e funzionale anche per chi sceglie di arrivare in bicicletta, oltre a garantire il decoro delle aree di pertinenza. Al Comune competerebbe la qualità dell’accessibilità esterna, con marciapiedi e collegamenti ciclabili sicuri. Sarebbe interessante sapere se i Mobility Manager della ASL e del Comune, nonchè l’Ufficio di riferimento abbiano mai affrontato questo caso, perché rappresenta un esempio concreto di come una buona infrastruttura possa risultare incompleta quando si trascura la mobilità attiva.

Non servono grandi investimenti. Servono pochi interventi mirati:

  • realizzare un ideono spazio parcheggio per biciclette, collocato all’interno del Distretto, visibile e protetto, con possibilità di ancoraggio al telaio;
  • eliminare la vecchia e iadeguata rastrelliera esterna, e caso mai spostarla all’interno, e riqualificare l’area oggi occupata da vegetazione, copertoni e rifiuti;
  • realizzare il marciapiede lungo via Rio Sparto per l’accesso pedonale;
  • collegare il presidio alla rete ciclabile del Pendolo e di via Rio Sparto con un breve raccordo sicuro.

Sono opere di modesta entità economica, ma di grande valore simbolico e pratico. Un presidio sanitario del 2022 non dovrebbe costringere chi arriva in bicicletta a cercare un palo a cui legarla o chi arriva a piedi a camminare sul bordo della carreggiata. La salute pubblica si promuove anche così: progettando servizi realmente accessibili a tutti, indipendentemente dal mezzo con cui si sceglie di raggiungerli.

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