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Pineta Vallelunga ripulita, ma resta l’ombra dell’inciviltà

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PESCARA  – La pineta Vallelunga, lembo sud della Riserva Naturale Statale Pineta Santa Filomena, è tornata a respirare? Un po’ si, e lo ha fatto grazie a un intervento di pulizia che è andato ben oltre le aspettative.

Tutto era partito da una segnalazione sulla critica situazione lungamente rilevata, con rifiuti di ogni genere accumulati dietro il muretto di separazione dal marciapiede. All’annuncio della ripulitura di iniziativa popolare, prevista per domenica 17 agosto, la risposta non si è fatta attendere: già dalla notte precedente, infatti, Ambiente S.p.A. è intervenuta rimuovendo i materiali più vistosi. E non solo. Chi ha svolto i lavori non si è limitato a una “spolverata” superficiale, ma ha esteso la pulizia per oltre 900 metri, lungo tutto il muretto, restituendo un po’ di dignità, almeno visiva, a uno spazio verde troppo spesso trattato come discarica a cielo aperto.

Ho constato di persona: bottiglie di plastica e di vetro e rifiuti sparpagliati quasi spariti. Ho trovato anche tronchetti accatastati e fascine di legname raccolti in modo insolitamente ordinato (suppongo di competenza dei Carabinieri Forestali). Un segnale di attenzione che va sottolineato e per cui è doveroso ringraziare chi ha lavorato con cura. Perché dietro ogni intervento, spesso, ci sono mani che faticano in silenzio.

Ma purtroppo non si può continuare ad ignorare l’altra faccia della medaglia: quella dell’inciviltà che continua a manifestarsi, ostinata, negli stessi luoghi: sedie a sdraio abbandonate, sacchi di spazzatura, giocattoli rotti ma soprattutto tanti rifiuti come bottiglie di vetro e plastica, differenziabili tranquillamente a monte, lasciati all’ingresso di un sentiero che collega spiaggia e marciapiede. A fare da sfondo, quasi ironicamente, il cartello della “Bandiera Blu 2022”, che ricorda il riconoscimento di qualità ambientale di tre anni fa.

Non si tratta di un episodio isolato. In quel punto, come ho documentato più volte, l’abbandono si ripete ciclicamente, a dimostrazione di quanto le cattive abitudini siano dure a morire. Eppure, la gestione dei rifiuti è chiara: il conferimento deve avvenire secondo regole precise, nei punti dedicati. Non è solo una questione di decoro, ma anche di valore: i rifiuti riciclabili, infatti, sono una risorsa che, se raccolta correttamente, consente ai Comuni di ricevere corrispettivi economici attraverso l’accordo nazionale con il CONAI.

Occorre un cambio di passo, che coinvolga cittadini, operatori turistici e istituzioni:

  • cartelli chiari e ben visibili che ricordino regole e sanzioni, ma anche messaggi positivi di cura e rispetto;
  • campagne di sensibilizzazione stagionali, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso, rivolte a residenti e turisti, che magari puntino al richiamo ad una più virtuosa condotta in termini di riduzione di produzione di rifiuti, secondo i principi della “strategia rifiuti zero”;
  • iniziative di “adozione” di tratti di pineta o accessi al mare, da parte di associazioni, gruppi di cittadini o operatori balneari;
  • una comunicazione più diretta da parte del Comune e dell’azienda di igiene urbana, che renda noto non solo l’impegno nella pulizia, ma anche i costi economici e ambientali dell’inciviltà.

Infine, non va dimenticato il ruolo dei Carabinieri Forestali, cui è affidata la gestione della riserva. La loro presenza, se affiancata a momenti di educazione ambientale e sensibilizzazione, potrebbe diventare un presidio non solo repressivo, ma soprattutto educativo. Sarebbe auspicabile che, accanto ai controlli, si sviluppassero attività di accompagnamento e informazione rivolte ai cittadini, alle scuole, ai turisti. Perché la pineta non è soltanto un luogo da proteggere, ma anche un’aula a cielo aperto in cui imparare il valore del rispetto della natura.

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