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Un pino relitto tra incuria e rifiuti: il quartiere Alcione, merita più attenzione

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PESCARA – C’è un pino domestico in via Anelli, lato piazza Alcione, che racconta una storia sicuramente più antica degli edifici che oggi lo circondano. È un albero imponente, un vero e proprio “relitto” di una zona boschiva litoranea e agricola che un tempo caratterizzava questa zona, quando ancora il quartiere non esisteva. Da decenni resiste, incastrato tra il cemento e l’asfalto, ma il contesto in cui si trova ne sminuisce la presenza e il valore.

Da quando vivo in questo quartiere, circa 5 anni, quel pino l’ho sempre visto circondato da rifiuti. Nonostante non vi sia alcuna previsione di conferimento in questa zona, nella memoria storica di alcuni evidentemente è rimasto un punto “prediletto” per abbandonare sacchi e scarti di ogni genere. A consolidare questa stortura, un contenitore per la raccolta delle deiezioni canine posto proprio lì, ai piedi dell’albero, ha finito per legittimare l’idea di un’area destinata al deposito. Il risultato è triste e evidente: sacchi neri accatastati, plastica, cartoni e resti vari che cancellano il decoro e creano una discarica abusiva permanente.

Come se non bastasse, la strada non ha uno spazio riservato ai pedoni, e quello residuo delle corsie stradali è occupato dalle auto parcheggiate, rendendo difficile qualunque percezione di ordine e di cura. L’albero, che dovrebbe essere un segno di continuità naturale e un elemento di identità del quartiere, finisce invece per apparire come un intralcio, anziché come un patrimonio da proteggere.

La situazione di via Anelli non è un caso isolato. Altri punti del quartiere mostrano la stessa incuria: la mancanza di aree verdi attrezzate e di spazi di socialità alimenta abitudini scorrette e degrado diffuso.

Occorrere ribaltare questa prospettiva. Quei pini e quelle essenze arboree che ancora resistono meritano tutela e valorizzazione. Non si tratta solo di decoro, ma di identità storica e ambientale: sono le tracce di un paesaggio che esisteva ben prima degli edifici e che potrebbe oggi diventare il punto di partenza per una riqualificazione verde del quartiere, che curiosamente appare essere un corpo a sé stante rispetto al più attenzionato lungomare.

Servono più spazi verdi, meglio curati, con misure più accorte per la raccolta dei rifiuti e una pianificazione attenta a proteggere e integrare il patrimonio arboreo. Villaggio Alcione, come altri quartieri della città, ha bisogno di interventi che restituiscano dignità ai luoghi e ai cittadini. Quel pino, con la sua chioma imponente e silenziosa, ci ricorda che la natura è sopravvissuta al cemento: ora tocca a noi far sì che non resti soffocata dall’incuria.

 

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