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Il degrado al Ponte di Ferro: quando la cura manca, l’inciviltà avanza

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PESCARA – Appena una settimana fa raccontavo di aver accompagnato tre cicloturisti, provenienti da Porto Viro, un Comune del delta PO, e diretti a Ortona, lungo la ciclovia che transita su Ponte di ferro della ex ferrovia, lato nord. Un tratto che dovrebbe essere uno dei tanti biglietti da visita della città e che invece si presenta come una brutta ferita: cumuli di rifiuti abbandonati, erba alta e incolta, vegetazione lasciata crescere senza alcun criterio, sporcizia diffusa.

Dopo mia sollecita segnalazione, un intervento di pulizia è stato sicuramente e prontamente eseguito. Ma la soddisfazione è durata lo spazio di pochi giorni: tornato sul posto, 7 giorni dopo, ho trovato nuovi sacchi, lattine, bottiglie e altri scarti gettati senza scrupoli: è come svuotare il mare con un secchio.

A questo si aggiunge l’abbandono del piccolo spazio verde a ridosso del ponte: un’area che, se curata, potrebbe essere piacevole, soprattutto alla vista di chi usa la pista ciclopedonale, ma che invece oggi appare come un terreno dimenticato, invaso da erbacce e da altri rifiuti.

Non è più sufficiente intervenire solo quando il degrado esplode o quando arriva una segnalazione. Serve una cura sistematica, frequente, programmata, che impedisca al problema di riformarsi. Va intrapresa una strada, per i rifiuti certamente non l’unica, che consenta di ridare dignità al territorio e in particolare a questo luogo che tra l’altro, trovandosi a ridosso del fiume, potrebbe essere un tassello di pregio di un mosaico urbano fluviale, mentre oggi deprime la cornice paesaggistica stessa che lo contiene.

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