Incidenti automobilistici e eventi collaterali dentro la Riserva
PESCARA – Neanche il tempo di ragionare, con una riflessione svolta pochi giorni fa sull’assetto viario delle strade appena a sud della Riserva (ormai gravata da diversi anni da fatti infausti), che tocca registrare un ennesimo incidente stradale proprio dentro l’area protetta, in particolare nella zona ormai ridotta a sterpaglia lato mare di Via Antonelli (una volta, qualche anno fa, c’erano più di 30 pini – cfr google earth), tra l’intersezione con la nuova via Pantini e la rotatoria antistante il cancello sud della Riserva, ancora chiuso perchè anch’esso coinvolto, poco più di un mese fa, in un incidente stradale (mi pare una donna l’abbia sfondato con la propria auto, percorrendo un centinaio di metri del vialetto pedonale).
Arrivo sul luogo del sinistro in bici, verso le 19,30: c’è gente, un’ambulanza, un’auto della polizia municipale e operatori sanitari. Sono tutt’intorno all’auto, quasi sommersa dalle sterpaglie. Dai movimenti ritmici che intravvedo intuisco ci sia un massaggio cardiaco in corso di chi guidava, e in diversi si alternano. Mi guardo intorno: dalle tracce si intuisce che l’auto, proveniente da sud, sia uscita di strada travolgendo materiale vario e pali stradali, fermandosi a 50 metri dal bordo strada (si vedoni le tracce delle ruote sull’erba). Forse un malore.
Questa strada, insieme a Via della Bonifica, tra un po’ sarà smantellata; poi i veicoli transitaranno lungo via Pantini, la nuova (il Pendolo), a due sole corsie e con il limite 30. Da conti desunti dal PGTU, qui potrebbero passare oltre 5 milioni di mezzi l’anno, in entrata e in uscita (totale ben al di là di 10 milioni!), all’interno dell’area protetta.
Il fatto che accada un incidente stradale dentro la Riserva mi fa tornare alla mente le chiusure periodiche a cui la stessa viene sottoposta in caso di maltempo o di vento forte, per questioni di sicurezza. Peccato che poi tanti, troppi incidenti, anche seri e pericolosi, avvengano fuori dell’area protetta: ma nessuno si sogna di chiudere le strade. Un paradosso ampliato dal fatto che alberi di contorno dell’area protetta, avendo un lato esposto alle intermperie e quindi più soggetti alla gravità nel caso di cedimento delle redici, spesso cadano a loro volta sulle strade, aperte al traffico (gli esempo sono tanti).
Una concatenazione di fatti che disorienta: affrontati nel loro accadimento improvviso e solo apparentemente imprevedibile, stanno smontando pezzo dopo pezzo, strato dopo strato, il patromonio boschivo urbano di Pescara sud.





