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Ciclovie d’Abruzzo: ma il Piano Regionale?

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Pochi giorni ancora e di nuovo a pedalare su e giù per la costa adriatica ciclabile, in occasione della bici, ormai anche pattinata, adriatica di sabato 2 giugno, e, novità, della ciclo-pattinata dei trabocchi, sabato 3 giungo, in notturna, da Fossacesia a Ortona, si spera sotto la luna, all’interno del contest “Art, Bike & Run”.
Se n’è parlato pochi giorni fa, a Pineto, in un incontro organizzato da FIAB Teramo proprio per presentare gli eventi, ospiti diversi rappresentanti istituzionali della costa teramana e le associazioni.
Per esere presente come Coordinatore FIAB Abruzzo Molise, me la sono fatta in bici, da Pescara sud e Pineto e ritorno, in 2,15 ore per 50 km, a 22 km/h di media. Lo segnalo, perché ho percorso il tragitto tutto su pista ciclabile, e non trovando molto traffico, ma sicuramente molta variabilità del tracciato, forse troppa. Nel mio intervento ho fatto presente due cose:
  1. primo: la biciclettata adriatica è nata 12 anni fa per chiedere la “ciclovia adriatica”. Adesso questa c’è, anche se per la maturità ci vuole ancora veramente tanto; è necessario quindi continuare a mantenere desta la ricorrenza e a non abbassare la guardia. Tra l’altro questa staffetta fino ad oggi si è sempre svolta tra Francavilla e San Benedetto, mentre il marketing regionale, e non solo, ormai punta curiosamente al mainframe della Costa dei Trabocchi;
  2. secondo: Bike to Coast, fateci caso, è decisamente divisa in due tronconi; il primo, tra Martinsicuro e Francavilla al mare, si svolge all’interno di tutti i centri abitati costieri; il secondo, da Ortona a San Salvo non ne attraversa nessuno. Il che significa che nel primo caso tutti i servizi sono lì presenti e disponibili e preesistenti alla pista, nel secondo caso, bisogna portarceli, e così sta accadendo, essendo difficile indirizzare cicloturisti e escursionisti verso i paesi posti sul retro della costa, magari in collina.
Esiste un luogo dove ragionare di queste faccende, e di tante altre questioni che tralascio per brevità? Si, ma manca ancora, e si chiama “Piano Regionale della Mobilità Ciclistica”, che deve redigere la Regione Abruzzo. E deve farlo entro ottobre, perché lo prevedono le norme, cioè ad un anno di distanza dalla pubblicazione del Piano Generale della Mobilità Ciclistica, avvenuta ad ottobre 2022. Ecco, i prossimi eventi ora devono alzare il tiro, ma di molto, e puntare a chiedere e sollecitare una pianificazione di più alto livello, più programmatoria e meno di marketing. Il contrario potrebbe funzionare parecchio male.
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