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Un cassonetto T/F che fa la fine di cestino portarifiuti

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PESCARA – Via Marconi, davanti a un negozio di ferramenta. Da settimane, ovvero da quando ci ho fatto caso, una postazione per la raccolta di materiali tossici e infiammabili – chiaramente  riconoscibile grazie ai simboli del teschio (T) e della fiamma (F) – viene sistematicamente scambiata per un comune cestino dei rifiuti. Bottiglie di vetro, lattine, sacchetti di plastica: tutto fuorché ciò per cui il contenitore è stato progettato e installato.

Un gesto che si ripete, un danno che si moltiplica – In un primo momento avevo pensato a un episodio isolato di inciviltà, magari frutto di distrazione o ignoranza. Ma la ripetitività della scena racconta evidentemente altro: c’è chi “ricarica” o ci sono coloro, per emulazione, che “ricaricano” regolarmente il contenitore con rifiuti di ogni tipo, finanche di quello che lo sportellino, di cui per ragioni di sicurezza il contenitore è dotato, non consente di inserire.

Oltre l’inciviltà: un problema economico e sociale – La storia è sempre quella: ogni volta che un rifiuto viene smaltito in modo scorretto, il costo del suo trattamento, , aggiuntivo rispetto all’ordinario, ricade sull’intera comunità.

Informare evidentemente non basta: serve educare – La segnaletica c’è, le istruzioni sono chiare. Ma tutto questo sembra non bastare. Evidentemente non è solo questione di informazione: serve un’azione educativa profonda, che coinvolga cittadini, imprese, istituzioni. Prim’ancora di misure repressive (non si può riempire la città di guardie e telecamere) di controllo occorre soprattutto far comprendere che il rispetto delle regole non è solo un dovere civico, ma una necessità per la salute, la sicurezza e il benessere di tutti.

Una chiamata alle istituzioni – Se è vero che dietro ogni gesto di inciviltà c’è una responsabilità individuale, è altrettanto vero che la gestione dei rifiuti speciali richiede un’organizzazione efficiente e capillare. Occorre certamente rafforzare i controlli, ma anche migliorare la comunicazione, raffinare i servizi di raccolta e, soprattutto, investire in campagne di sensibilizzazione che mettano al centro il valore della legalità e della cura del bene comune.

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