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Riserva dannunziana: prove tecniche di rotatoria

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PESCARA – Il tratto sud della Riserva Dannunziana, compreso tra la Statale Adriatica Sud e via Silone, era fino a pochi anni fa caratterizzato da un popolamento arboreo di oltre 50 pini. Dopo l’incendio del 2021 e il successivo deterioramento del comparto, oggi ne sopravvivono appena dieci.

In quest’area si è consolidata nel tempo una scorciatoia non autorizzata: molte auto provenienti da sud, invece di percorrere regolarmente la strada asfaltata, attraversano un breve tratto sterrato che collega le due vie, riducendo il percorso da circa 200 metri a quaranta. Il passaggio continuo dei veicoli ha provocato una forte costipazione del suolo, la perdita di porosità e il ristagno prolungato dell’acqua, proprio laddove sopravvive l’ultimo lembo di pineta, che necessiterebbe invece di condizioni pedologiche ben più favorevoli.

Questa bretella improvvisata si apre esattamente in corrispondenza dell’uscita della strada Pendolo sulla Statale Adriatica Sud. E secondo quanto si apprende, nell’ambito della futura riorganizzazione del traffico — che dovrà assorbire i flussi oggi presenti su via della Bonifica — qui sarebbe prevista una rotatoria. Una scelta che, se confermata, comporterebbe l’abbattimento dell’intero residuo di pineta.

Resta poco chiaro perché la rotatoria debba essere collocata proprio dentro i confini della Riserva, quando poche decine di metri più a sud lo spazio sembrerebbe più ampio e meno impattante.

Nel frattempo, questa sorta di “prova generale” della futura viabilità è già sotto gli occhi di tutti: il terreno, un tempo naturale, è diventato di fatto un segmento di collegamento viario. La segnalazione era stata già fatta in passato e, in quell’occasione, la Polizia Municipale aveva allestito transenne e nastro da cantiere per impedire il passaggio dei veicoli, delimitando l’intera striscia di terra tra Statale e via Silone. Successivamente, però, le barriere sono state rimosse.

Oggi, in particolare negli orari di ingresso e uscita dalle scuole, è facile osservare auto incolonnate da via Scarfoglio fino a questo punto, con manovre e attraversamenti continui. Durante la stagione estiva, inoltre, l’area viene utilizzata come parcheggio da chi si reca al mare, contribuendo a un degrado pressoché totale del comparto, o di ciò che ne rimane.

Di fronte alla evidente mancanza di sensibilità verso il bene comune, un presidio stabile, o comunque misure efficaci di interdizione, appare necessario per evitare che questo tratto di area protetta – già ridotto a un frammento, tra l’altro disseminato di rifiuti  abbandonati lungo il bordo stradale e ormai intimamente frammisti alla vegetazione e al suolo – venga definitivamente manomesso dall’abusivo transito veicolare.

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